Le Ricette di Luciano
Mi chiamo Luciano Di Emilio ed ecco come è nata la mia passione per la cucina tradizionale, leggera e gustosa.

Sono nato e cresciuto in Abruzzo, in un minuscolo paesino ai piedi dei maestosi Monti Gemelli del Parco dei Monti della Laga (
mappa).

Nei pomeriggi dopo la scuola avevo l'incarico di portare le pecore al pascolo e la sera, vicino al fuoco, assistevo alla magia della cagliata che diventava formaggio attraverso le abili mani di mia mamma e mia nonna.

Ricordo ancora il profumo della ricotta e del pane appena sfornato.
Questo bagaglio di valori, hanno creato in me negli anni il desiderio irrefrenabile di conservare queste tradizioni così ricche di momenti, storie e valore umano.

In me è andata sempre più crescendo la passione per i prodotti tipici e le antiche ricette. Nel 2002 ho partecipato ad un progetto insieme alle tre Associazioni più importanti nel settore agricolo (Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura ed Unione Agricoltori). Abbiamo censito tutti i prodotti tipici delle aziende agricole della provincia di Teramo.
E' stata un'esperienza incredibile constatare quanti tesori enogastronomici sono custoditi nelle nostre fattorie e trasmesse di generazione in generazione.
Miele, marmellate, olio, vino ed ogni ben di Dio.
Prodotti con agricoltura tradizionale, biologica e persino biodinamica.

Nonostante ciò, fino a maggio del 2005 non avevo mai messo mano ai fornelli, se non per fare il tè e il caffè.


Ecco come e perchè ho cominciato a cucinare.

Nel maggio del 2005 mi sono recato all’altare per mettere al dito l’anello nuziale.

Appena tornati dal viaggio di nozze, rivolgendomi alla mia amata consorte le ho detto: “Tesorino, in casa posso aiutarti in tutto all’infuori che in cucina. So stirare, lavare e pulire, ma non ho mai cucinato!”

Mia moglie (sgranando gli occhi e sfregandosi le mani) mi ha risposto: “certo Tesorone, non ti preoccupare, a cucinare ci penso io”.

Mi ha preso sulla parola, da allora non ha mai toccato il ferro da stiro (!?!).

Ed ecco che comincia la vita domestica e a tavola, la mia adorata moglie con fare superbo inizia ad esordire con frasi del tipo: “che piatti che ti preparo eh, ti faccio leccare i baffi eh!”
Ora, se qualcuno mi vuole spingere a fare qualcosa (in pratica: se mi vuole fregare) non deve far altro che sfidarmi.

Inizio a cimentarmi con i fornelli e per le prime settimane la nostra gallina Geltrude ha fatto festa insieme alle sue compagne: ogni giorno portavo loro i disastri che combinavo in cucina.


Ma ecco che dopo due-tre settimane, come per magia, le mie pietanze iniziano ad armonizzarsi.

Moglie, suocera, nonna e zie (che prima erano evasive alle mie domande su ingredienti e ricette), assaggiando i miei piatti cominciavano a chiedere chiarimenti.
E la mia risposta fu: "Si, col cavolo che ve lo dico”.

Da allora le tengo tutte sotto tortura, infliggendo loro la penitenza del "non si può dire, è un segreto!"


Così, giorno dopo giorno cresceva la mia competenza e i piatti che preparavo diventavano sempre più squisiti.
Con un comune denominatore non di poco conto: erano tutti leggeri e digeribili!
Quasi per scherzo, ho cominciato anche a pubblicare le mie ricette su un mensile. Ad un certo punto, una nutrita schiera di fans ha iniziato ad interessarsi ai miei consigli culinari. Casalinghe, uomini appassionati di cucina e persino (neanche io ci credevo all’inizio) ristoranti, mese dopo mese preparavano le mie ricette e ne facevano sfoggio con i loro commensali, testimoniando apertamente il successo ottenuto.

(Questi risultati e la passione per la preparazione di piatti leggeri e gustosi, mi stanno facendo anche accarezzare l'idea di aprire un piccolo ristorantino romantico. Vedremo!)


Oggi, quando porto in tavola uno dei miei piatti, leggo negli occhi della mia adorata moglie stupore. E a ogni suo stratagemma per carpirne il segreto rispondo: “Niente da fare, non te lo dico”.
Ma alla fine, detto tra noi, è proprio lei che devo ringraziare. Perché sotto sotto, sono diventato così bravo proprio per il desiderio di sorprenderla.
Quando si dice: “cosa fa l’amore!”

Da allora cucino tutti i giorni a pranzo e cena, dal lunedì al venerdì. Mentre il sabato e la domenica cucina mia moglie, ma ormai sui primi piatti di ogni genere l'ho surclassata definitivamente!

Spesso rimango sbalordito io stesso dei miei risultati, senza mai nemmeno fare un assaggio durante la preparazione. Incredibile!

A volte penso che sia una questione di dna. Forse ho acquisito qualche gene da nonna Lucia.





La mia bisnonna Lucia, rimasta vedova con cinque figli di cui il più grande era mio nonno ed aveva otto anni, mentre il più piccolo aveva appena sette giorni.
Come nutrire e crescere cinque figli, per di più da sola?
Ebbe così l'dea di ingegnarsi come pastaia a domicilio.

Si era all'incirca nel 1910 ed ella acquistò, con non si sa quanti sacrifici, una macchina per fare la pasta. Andava così a casa di quanti facevano richiesta di pasta in vari formati, soprattutto nei periodi della trebiatura e delle festività. Nonna Lucia impastava e con il suo aggeggio (rarissimo all'epoca) trafilava la pasta, che veniva messa poi al sole per l'essiccazione che ne permetteva la conservazione.

Svolse questa attività per un lungo periodo, tanto che il mio papà ricorda ancora quando da piccolo, andava con lei e l'aiutava a portare tutto l'armamentario.

 


Rimango esterefatto!
Una sera ero a cena a casa di una zia di mia moglie e rivolgendomi ad una signora seduta di fronte a me, le ho chiesto quale fosse il suo piatto forte. Questa si gira verso il marito e pronuncia una frase del tipo "cosa mi viene bene?
Il poveretto, confuso, cerca di ricordare quale piatto preparato dalla moglie fosse degno di nota. Alla fine cita qualcosa, e la moglie conferma aggiungendo che a volte le riesce per sbaglio qualcosa di buono mischiando i vari alimenti.
STIAMO PARLANDO DI UNA MADRE DI FAMIGLIA CON DUE FIGLI ADOLESCENTI.
Posso e potete immaginare anche voi, quali piatti preparano ai loro ragazzi, le persone che prendono con leggerezza la cucina: cotoletta fritta e papate fritte.


E mi stupisco.
È incredibile come ci si può lambiccare il cervello per preparare primi piatti originali. Quasi sempre si acquistano ricettari, che ti fanno impazzire per trovare gli ingredienti, pesare, mischiare, cuocere, infornare, ... ed ottenere come risultato pietanze con sapori forti e di difficile digestione per il nostro povero stomaco.

 


Io dico (e lo scoprirai anche tu) che la vera arte in cucina non è nella complessità, ma nella semplicità!
Un buon piatto deve essere prima di tutto semplice e digeribile!

Con l'utilizzo di tanti ingredienti e spezie si ottiene un piatto saporito, ma che in realtà non ha un sapore definito. Ne consegue una pietanza che attiva le papille gustative, ma che non delizia con il gusto degli ingredienti principali.

In aggiunta, spesso come risultato c'è anche una cattiva digestione, una notte insonne ed il viso "pixellato" il giorno dopo.

Come puoi pensare di conquistare il palato di qualcuno con simili intrugli?


La cucina raffinata ha sapori chiari e definiti, la cucina raffinata è da degustazione. Per questo la mia cucina esclude totalmente tutti gli ingredienti che amalgamano i sapori o li alterano.

Io non faccio uso di:
Niente panna da cucina!
Niente dadi!
Niente fritti, soffritti e rifritti!
Niente burro e margarine!
Niente evidenziatori di sapidità!
Niente bustine, preparati ed altri strani intrugli!


La mia cucina è: olio extravergine d’oliva, sale e acqua.

Da oltre tre anni pubblico le mie ricette su un mensile. Ho conquistato casalinghe, uomini appassionati di cucina e persino ristoranti.


Personalmente non consulto libri di ricette. All’inizio ho provato ad aprirne qualcuno e il risultato che ne ho ottenuto è stato solo confusione.

Le ricette che vi erano presentate mi apparivano difficilissime da realizzare. Percepivo che in tutto il libro, soltanto due o tre erano relativamente facili da preparare.

Inoltre mi chiedevo: “dove trovo tutti questi ingredienti …”.
E poi: “quanto tempo mi ci vuole per prepararli …”.
Ed ancora: “e se non mi riesce …”.

Così ho chiuso i ricettari e non li ho riaperti mai più!


Molte persone sono scoraggiate, credono di non essere portati per la cucina. E' falso!
Anch'io credevo questo, ma solo perchè mi confrontavo con chi "crede di saper cucinare".

Infatti, la maggior parte delle persone fa fatica ad appassionarsi alla cucina perchè ha acquisito informazioni sbagliate sui modi di cucinare e sull'uso degli ingredienti.

Se non hai mai cucinato imparerai più in fretta!
E' più facile imparare che disimparare.



Tutto questo per dirti che la cucina è cultura, tradizione, gusto e soprattutto, è amore.
Amore per quanto ci è stato trasmesso, amore per i nostri valori, amore per noi stessi e per le persone per cui semplicemente, cuciniamo.

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